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Endocardite
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Per mwbgendocardite si intende uno stato infiammatorio dell'mwbwendocardio, il tessuto che riveste le cavità interne e le valvole del mwcacuore; in particolare, i tessuti endocardici maggiormente coinvolti nella malattia infettiva risultano essere le mwcqvalvole cardiache.

Contents

Storia
Note

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Epidemiologia

L'incidenza rimane costante negli ultimi anni attestandosi a 3 casi su mwdq100 000 persone, mentre in passato (si parla degli anni intorno al 1950) era leggermente più alta (si arrivava a 4,2).

Risulta più colpito il sesso maschile e, nella maggioranza dei casi, l'età con maggiori manifestazioni è quella che parte dalla quinta decade.

Infanzia

L'incidenza della malattia risulta in continua crescita per quanto riguarda i neonati e i bambini (1 su mweq4 500, mentre è molto inferiore nei mwegPaesi Bassi).cite-ref-thompson-1-0[1] Quando sono coinvolti i nascituri il rischio di mortalità è molto elevato.

Fattori di rischio

Costituiscono mwgqfattori di rischio molte mwggmalattie cardiache e altre condizioni fra cui:

• mwhqProlasso valvolare mitralico, soprattutto se associato a insufficienza della valvola (rigurgito di sangue dal ventricolo sinistro all'atrio sinistro)
• Nell'anziano esiti di mwhwcardiopatia reumatica (7-18%),cite-ref-hogevik-2-0[2] valvola aortica bicuspide, stenosi e calcificazioni valvolari degenerative.
• Cardiopatie congenite, trilogia e mwjgtetralogia di Fallot, mwjwpervietà di setto atriale o ventricolare, stenosi della polmonare isolata, valvola aortica bicuspide.
• mwkqSindrome di Marfan, per predisposizione a prolasso e insufficienza mitralica
• Esiti di mwkwinfarto del miocardio
• Tossicodipendenza, con maggiore manifestazione del cuore destro.cite-ref-anand-3-0[3]
• Pazienti portatori di protesi valvolari, soprattutto se diabetici e/o immunodepressi.

Eziologia

Si distinguono due macrocategorie eziologiche: cause infettive e cause mwnwnon infettive. Queste ultime, più rare, si caratterizzano per mwoaemocoltura negativa e per la presenza di vegetazioni endocardiche sterili; tra queste, la più importante è mwoqsindrome di Libman-Sacks, estrinsecazione endocardica del mwoglupus eritematoso sistemico. Nei soggetti anziani, affetti da mwowcarcinomi mwpametastatici può presentarsi una "endocardite marantica", soprattutto in presenza di mwpqadenocarcinoma mucinoso o di mwpgsindrome di Trousseau. L'eziologia della endocarditi infettive varia in base all'età e alle condizioni predisponenti. I due generi mwpwbatterici più frequenti sono lo mwqamwqqStaphylococcus e lo mwqgmwqwStreptococcus. Tra i primi è di particolare importanza lo mwramwrqStaphylococcus aureus, molto spesso correlato a procedure invasive e in grado di infettare valvole native. Gli stafilococchi coagulasi negativi (come mwrwmwsaStaphylococcus epidermidis, mwsqmwsgStaphylococcus lugdunensis, mwswStaphylococcus hominis) insorgono invece più frequentemente su valvole mwtqprotesiche. Tra gli streptococchi assumono particolare importanza gli streptococchi di gruppo D (come mwtgStreptococcus bovis, mwuaStreptococcus gallolyticus, presenti nel mwugtratto gastrointestinale) e gli mwuwstreptococchi viridanti (come mwvamwvqStreptococcus mutans, mwvgStreptococcus oralis, mwwaStreptococcus salivarius, presenti nel cavo orale), entrambi genere in grado di infettare valvole native o protesiche. Occorre inoltre ricordare che un ampio gruppo di batteri possono provocare endocardite, tra questi:

• mwxwmwyaPseudomonas aeruginosa, soprattutto nei tossicodipendenti
• mwygmwywEnterobacteriaceae
• mwzqmwzgNeisseria
• Gruppo mwaaHACEKcite-ref-4[4]
• mwbgmwbwBrucella
• mwcqmwcgYersinia
• mwdamwdqListeria
• mwdwCoxiella
• mwegBacterioides
• mwfqmwfgAcinetobacter
• mwgamwgqCorynebacterium

Deve essere altresì ricordato che un'endocardite infettiva può essere sostenuta da mwgwmwhaCandida albicans, soprattutto in soggetti mwhqimmunocompromessi, sottoposti a intervento cardiochirurgico o in terapia endovenosa attraverso mwhgcatetere venoso centrale.

Sintomatologia

Molti sono i sintomi e i segni clinici che si riscontrano nelle persone affette da questa patologia.

• mwiwManifestazioni maggiori

mwjqFebbre, mwjganemia (talora mwjwpiastrinopenia), mwkasudorazione, sensazione di mwkqbrivido;

• mwlaManifestazioni minori

mwlgAnoressia, mwlwastenia, mwmaartralgie (40% dei casi), mwmqsplenomegalia (30% dei casi), emboli settici (30% dei casi) in cute, palato e congiuntive, con segni caratteristici come noduli periungueali di Osler, macchie cutanee a fiamma di Janeway, emorragie ungueali (detta mwmga scheggia per la forma che assumono), lesioni retiniche di Roth, mwmwleucocitosi. Possono inoltre manifestarsi infarti embolici renali, mwnaglomerulonefrite focale o diffusa e altre patologie da mwnqimmunocomplessi.

Diagnosi

La diagnosi si pone con almeno due su tre dei criteri maggiori:

1. mwogEcocardiogramma - che presenta vegetazioni valvolari
2. Coltura positiva per stafilococchi o streptococchi
3. Presenze di un soffio cardiaco generato da mwpqvalvulopatia endocarditica.

La diagnosi si può porre anche con uno solo dei criteri maggiori (Ecocardio, coltura positiva, nuovo soffio cardiaco) e almeno tre tra le varie manifestazioni minori.cite-ref-5[5]

Terapia

Il trattamento da seguire per tale malattia è molto studiato in letteratura ma rimane ancora controverso, preferendo un intervento chirurgico di mwrqresezione e sostituzione valvolarecite-ref-ishikawa-6-0[6]

Storia

(inglese)

«Few diseases present greater difficulties in the way of diagnosis than malignant endocarditis, difficulties which in many cases are practically insurmountable. It is no disparagement to the many skilled physicians who have put their cases upon record to say that, in fully one-half the diagnosis was made post mortem.»

(italiano)

«Poche malattie presentano maggiori difficoltà di diagnosi rispetto all'endocardite maligna, difficoltà che in molti casi sono praticamente insormontabili. Non c'è disonore per i molti medici qualificati che hanno registrato i loro casi per dire che, in piena metà dei casi, la diagnosi è stata fatta post mortem.»


Lazare Riviére ha descritto per la prima volta un caso di endocardite infettiva della mwtqvalvola aortica nel mwtg1616. Nel mwtw1806, mwuaJean-Nicolas Corvisart ha coniato il termine vegetazione (mwuqvégétation) per descrivere l'accumulo di materiale su una mwugvalvola mitralica affetta da encocardite infettiva. Il medico britannico Joseph Hodgson è stato il primo a descrivere le complicanze emboliche di un endocardite infettiva nel mwuw1815. Nel 1878 Theodor Klebs ipotizzò che l'endocardite potesse avere una causa microbiologica . Nel 1909, mwvaWilliam Osler descrisse che valvole degenerate o sclerotiche avevano una maggior probabilità di essere affette da endocardite. Nel 1924, Emanuel Libman and Benjamin Sacks descrissero un caso di endocardite non associata ad una causa infettiva ma ad una malattia autoimmune sistemica (mwvqendocardite di Libman-Sacks). Nel mwvg1944 viene riportato il primo caso di endocardite guarita con l'uso della mwvwpenicillina.cite-ref-nejm-7-0[7]

Note

cite-note-thompson-11. mwygVan de Meer JTM, Thompson J, Michel MF, mwywEpidemiology of bacteral endocarditis in the Netherlands, in mwzaArch Intern Med, 1992.
cite-note-hogevik-22. mw0aHogevik H, Olaison L, Anderson R, mw0qEpidemiologic aspects of infetcive endocarditis in a urban population: A 5-year prospective study, in mw0gMedicine (Baltimore), vol.mw0w 74, 1995, pp.mw1a 324-339.
cite-note-anand-33. mw2aMathew J, Addai T, Anand A, mw2qClinical features, site of involvement bacteriologic findings, and outcome of infective endocarditis in intravenous drug user, in mw2gArch Intern Med, vol.mw2w 155, 1995, p.mw3a 1641.
cite-note-44. mw4amw4qHaemophilus, mw4gActinobacillus, mw5aCardiobacterium, mw5gEikenella corrodens, mw6aKingella kingae
cite-note-55. mw7qClaudio Rugarli, mw7gmw7wMedicina interna sistematica, Masson, 2005, p.mw8a mw8q204, mw8gISBNmw8w 978-88-214-2792-3.
cite-note-ishikawa-66. mw-aIshikawa S, Kawasaki A, Neya K, Abe K, Suzuki H, Kadowaki S, Nakamura K, Ueda K., mw-qSurgery for infective endocarditis: determinate factors in the outcome., in mw-gJ Cardiovasc Surg (Torino)., 2008.
cite-note-nejm-77. mw-gHoen B, Duval X, mw-wClinical practice. Infective endocarditis, in mwaqaThe New England Journal of Medicine. 368 (15): 1425–33. doi:10.1056/NEJMcp1206782. mwaqePMID 23574121/>., 2013.

Bibliografia

• mwaquMauro Moroni, esposito Roberto, De Lalla Fausto, Malattie infettive, 7ª edizione, Milano, Elsevier Masson, 2008, ISBN 978-88-214-2980-4.
• mwaqgHarrison, Principi di Medicina Interna - Il manuale, 16ª ed., New York-Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-2459-3.
• mwaqoClaudio Rugarli, Medicina interna sistematica, 5ª ed., Masson, 2005, ISBN 978-88-214-2792-3.
• mwaqwRobbins e Cotran, Le basi patologiche delle malattie, 7ª ed., Torino-Milano, Elsevier Masson, 2008, ISBN 978-88-85675-53-7.
• mwaq4Eugene Braunwald, Malattie del cuore (7ª edizione), Milano, Elsevier Masson, 2007, ISBN 978-88-214-2987-3.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) endocarditis, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.